PROTONTERAPIA

Il trattamento più avanzato ed evoluto per curare i tumori

Cos’è la Protonterapia
Cosa sono i protoni
Il picco di Bragg
Tumori trattabili

Cos’è la Protonterapia

La protonterapia è una forma di radioterapia usata per trattare il cancro, che è in grado di colpire solo il tumore preservando i tessuti sani e permette di somministrare dosi più intense di radiazioni aumentando le possibilità di successo del trattamento. Questo perché mentre la radioterapia convenzionale utilizza raggi X o elettroni, la protonterapia prevede l’uso di protoni, particelle atomiche più pesanti e dotate di maggiore energia degli elettroni e quindi più precise ed efficaci. Con la protonterapia, l’energia viene rilasciata a una particolare profondità del tessuto, in corrispondenza del cosiddetto Picco di Bragg.

L’uso di protoni per il trattamento del cancro fu proposto per la prima volta negli anni ’40 e fu sperimentato negli anni ’50. Ma solo negli anni ’90 venne costruito in America, a Loma Linda, il primo ospedale dedicato a questa terapia, ancora oggi punto di riferimento mondiale. Da allora, più di 60 strutture sono state avviate in varie parti del mondo, molte altre sono in costruzione o in programma. I pazienti trattati in tutto il mondo sono oltre 130.000.

Si stima che nel 2030 potrebbero essere curati 226.000 pazienti con protonterapia rispetto ai 20.500 pazienti trattati nel 2016

(Fonte: MEDraysIntell)

Cosa sono i protoni

I protoni sono particelle pesanti subatomiche dotate di carica elettrica positiva. Rilasciano il massimo della dose di radiazioni a fine percorso. Questa caratteristica fisica è determinata dal Picco di Bragg. Essendo caratterizzati da una massa relativamente grande, i protoni possiedono una scarsa dispersione laterale nell’attraversamento dei tessuti; il fascio quindi non si diffonde, rimanendo focalizzato sulla massa tumorale e garantendo quindi solo bassi effetti collaterali ai tessuti circostanti. Tutti protoni di una data energia hanno un dato potere di penetrazione e quindi pochissimi protoni penetrano oltre tale distanza, risparmiando i tessuti posteriori al tumore.

protonterapia

La protonterapia riduce notevolmente il rischio di effetti collaterali a lungo termine, ed è particolarmente indicata per quei pazienti che hanno una aspettativa di vita lunga dopo la terapia.

(Fonte: MEDraysIntell)

Picco di Bragg

Il picco di bragg è la curva che si ottiene disegnando l’energia persa da una particella che penetra nella materia in funzione della profondità che essa raggiunge man mano che avanza. La forma di “picco”  dei protoni mostra che queste particelle rilasciano la maggior parte della sua energia alla fine del percorso e questa importante caratteristica è sfruttata in medicina per curare i tumori senza operare, utilizzando le particelle come delle “bombe di profondità”.

Gli operatori sanitari cambiando l’energia dei protoni ottengono il controllo del fascio di protoni, che così rilascia la dose tumoricida solo negli ultimi millimetri del suo tragitto, quindi esattamente sul bersaglio.

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La protonterapia sostituirà completamente la radioterapia convenzionale in un gran numero di indicazioni.

(Fonte: MEDraysIntell)

Quali tipi di cancro possono essere trattati con la Prontoterapia?

Tutti i tumori in cui attualmente si utilizza la radioterapia convenzionale possono essere trattati con la protonterapia, ancor più quelli vicini a organi vitali (distretto testa-collo). Essa è indicata nei casi di tumori radio-indotti (sorti in pazienti già trattati con radioterapia convenzionale) e contro tutti i tumori solidi pediatrici, perché consente di avere sui bambini il minor impatto possibile.

Tumori cerebrali

Cordomi e condrosarcomi della base cranica
Tumori delle ghiandole salivari

Melanomi mucosi delle alte vie respiratorie
Tumore della prostata

Cordomi e condrosarcomi sacrali
Melanomi oculari

Tumori dei seni paranasali
Linfomi

Tumore del pancreas

Tumore del fegato
Tumore del retto

Sarcomi delle parti molli

5 motivi per scegliere ERHA, Enhanced Radiotherapy with Hadrons

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Ha un prezzo più contenuto rispetto ai sistemi esistenti.

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Rispetta dell’ambiente: ha radiazioni istantanee e indotte quasi trascurabili, evita l’obbligo di grandi quantità di schermatura del calcestruzzo e riduce i problemi di disattivazione e smaltimento di rifiuti radioattivi a fine vita (20-30 anni).

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Ingombra poco: si estende per lo più in lunghezza e necessita di una superficie inferiore a 100 m2, molto meno impattante delle vecchie strutture di Protonterapia già esistenti.

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Facile da allocare, in un corridoio schermato, in un magazzino, in un parcheggio: è sufficiente una superficie pianeggiante.

La gestione di ERHA per gli operatori è semplice: il numero degli apparati è ridotto e per il controllo si utilizza un unico software.

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